Nella forma originaria l’acqua cotta è quasi certamente una semplice "zuppa di cipolle" per confezionare la quale occorrono, per quattro persone, cinque cipolle mezzane, tagliate ad anelli sottili, fatti rosolare nel grasso (lardo, olio, oggi burro) e portati a cottura con l’ aggiunta di liquido (acqua ed attualmente brodo anche se di dado).
Salare e pepare secondo il gusto e bagnare con questo brodo fette di pane leggermente abbrustolito poste direttamente sui piatti da portata. Oggi, fatti più esigenti dalle maggiori disponibilità economiche, si può migliorare la zuppa di cipolle cospargendola di formaggio gruviera (preferibile quello di color giallo oro) grattugiato e lasciarla per quindici-venti minuti a gratinare in forno ben caldo (circa 220). Da questa semplice zuppa di cipolle noi crediamo che abbia avuto origine l’acqua cotta in tutte le sue versioni. La zuppa di cipolle è evidentemente un piatto anche nostrale con buona pace di quanti lo attribuiscono all’inventiva dei cuochi francesi.
Ne fa testimonianza anche il fatto che lo preparasse mia nonna Sabina, nata nel 1835, che della Francia sapeva solo che era quella nazione "che prende e non rende" come si esprimeva rivolgendosi a coloro che avevano l’abitudine di non restituire le bietole crude. Tagliate a listarelle sottili, il peperoncino, in quantità a piacere secondo i gusti, e far sobbollire fino alla completa cottura delle verdure. Assaggiare, aggiustando con acqua calda o brodo (anche di dado) se il composto fosse troppo denso e di peperoncino e sale se fosse poco saporito. Versarlo sul pane, arrostito quanto basta a togliere l’ eccesso di umidità, lasciando stufare per qualche minuto prima di servire.
Pubblicato da tylerdurden78