(…continua)
Non starò qui a raccontare le avventure che i due vivranno nella loro ricerca della madre-strega-cattivissima. Magari avremmo occasione di riparlarne in futuro. Per adesso li lasciamo così, con questo sodalizio che permetterà ad entrambi di fare nuove esperienze, viaggiando per mondi e terre a loro sconosciuti.
Certo è che al momento la loro unione appare ben solida, nonostante sia nata in seguito all’inganno con cui lei ha circuito l’ingenuo principe…ma tant’è…d’altra parte la vita ci insegna che spesso ci si presentano le occasioni più importanti proprio quando certe occasioni cerchiamo di rifuggirle, e in modo oltremodo casuale, quando non bislacco.
lo splendido e l’allegra – già ‘una favola qualsiasi’ (parte 4)
lunedì, 4 settembre 2006una favola qualsiasi (parte 3)
domenica, 27 agosto 2006(…continua)
In uno di questi brevi momenti di maggior lucidità, ritorna alla mente del principe una vecchia storia che parlava di una fata-strega-maga-principessa che viveva ai confini del regno, chiamata l’allegra fata chiacchierona e che come la medusa pietrificava chiunque avesse l’ardire di guardarlo negli occhi, lei incantava chi osava ascoltarla. Il principe, che proprio stupido non era, memore di questa storia aveva sviluppato l’abilità di ‘sentirla’ senza però prestare attenzione alle parole, quasi fossero un rumore di fondo. Questa accortezza gli permetteva di mantenersi vigile e nelle lunghe giornate passate in casa, davanti al camino con il cucciolo della fata-strega-maga-principessa, un incrocio tra un Minotauro e una sfinge, era diventato abile con i giochi che aveva trovato nella stanza privata della sua carceriera.
Così una bella mattina in cui lo splendido si sentiva baldanzoso e nel pieno delle sue forze, decide di sfidare la principessa in uno di questi giochi in cambio della libertà, ben sapendo che lei mai avrebbe rifiutato una competizione facile da vincere. Purtroppo però il principe non aveva tenuto conto che la fata-strega-maga-principessa per non rischiare di perdere, metteva in atto degli abilissimi trucchi che annullavano le sue sapienti mosse…così la sfida si protrarrò per giorni e giorni, fino a quando la fata-strega-maga-principessa non fu costretta ad andare in bagno e il principe con uno scatto repentino cambiò quelle che erano le carte in tavola, facendo così in modo che al ritorno dell’avversaria in poco tempo si aggiudicasse la vittoria.
Tutto si poteva dire di lei, ma no che non accettasse la sconfitta. Così punta nel suo orgoglio aprì la porta e liberò il principe. Che in questo modo potè tornare al suo abituale lavoro. Non però senza qualche difficoltà. Le principesse, infatti, lasciate dormire per troppo tempo, mostravano una preoccupante apatia quando dovevano essere svegliate. Così tra un "ancora 5 minuti, mamma" e un "oggi non voglio andare a scuola" il principe non riusciva più a ridestare le sue belle. Affranto e frustrato decide di chiedere consiglio all’allegra fata chiacchierona.
Questa, abile conoscitrice di incantesimi e fatture (aveva anche fatto gli studi da ragioniera), gli rivela che ormai l’unico modo per rompere tutti gli incantesimi è quello di sconfiggere la madre-strega-cattivissima a cui subordinano tutte le streghe malvagie del regno, e ormai affascinata dallo splendido principe si offre come sua fedele scudiera.
Il principe, che ben conosce tutte le agevolazioni fiscali che comporta avere alle dipendenze una fata disoccupata, accetta e inizia così insieme a lei la ricerca della madre-strega-cattivissima.
(continua…?)
una favola qualsiasi (parte 2)
martedì, 22 agosto 2006(…continua)
Proprio mentre si stava riposando al parco, dopo una giornata particolarmente intensa viene destato dalla voce di una fanciulla: "Signor stupendo principe azzurro, ehi, si sente male?". Il principe ancora assonnato, fatica ad aprire gli occhi sotto la luce del tardo pomeriggio ma, quando le sue pupille si abituano alla luce, un’angelica visione si viene formando alla sua vista: quella di un innocente viso che con aria preoccupata lo sta osservando con il suo gelatotuttocioccolato in mano. Quando lo vede risvegliarsi, lo prende per mano e lo aiuta ad alzarsi, invitandolo, ingenuamente, a prendere un gelato con lei.
Il principe, ancora stordito dal brusco risveglio e dalla grazia e bellezza della fanciulla che si presenta come una povera e ingenuotta emigrata da un paese ai confini del regno, dimentica i consigli datigli dalla mamma e si incammina con la sua mano saldamente in quella della bimba.
Preso il gelato i due cominciano a parlare, lui le spiega quello che è il suo lavoro, ma lei non sembra prestare attenzione alle parole del principe, forse per noia, come se già conoscesse quello che le dice. Di contro la ragazza parla fino a stordire definitivamente il malcapitato che adesso, completamente in balia di lei non può opporsi alla banalissima scusa di andare a vedere la sua collezione di francobolli. Si lascia così condurre fino alla casa di marzapane (ma possibile che la storia non insegni mai niente?) di lei che nel frattempo mai ha smesso di parlare. Varcata la soglia ricorda solamente il tonfo di una pesante porta che si chiude e i cigolii dei chiavistelli, prima di cadere in un sonno, che non è profondo, ma lo lascia in un perenne stato di dormiveglia, incapace di qualsiasi reazione. Passano così i giorni, poi le settimane e i mesi senza che il poveretto riesca mai a riprendersi completamente, ma durante le ore di assenza di lei comincia ad elaborare quello che gli è successo, per poi ricadere completamente nell’oblio al ritorno della fanciulla.
(continuna…)
una favola qualsiasi (parte 1)
venerdì, 18 agosto 2006C’era una volta…
- Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un un pezzo di legno (*)…no questa volta ho sbagliato io.
C’era una volta uno splendido principe azzurro.
Questo splendido principe azzurro, che da ora in avanti per semplicità chiamerò semplicemente ‘principe azzurro’ anzi no, ‘principe’, aveva preso particolarmente a cuore il proprio dovere di principe azzurro, e con estrema devozione al suo lavoro errava da una torre all’altra dei vari castelli sparsi nel suo regno e in quelli vicini. Il suo compito era quello di salire sulla torre, spesso senza poter usufruire del comodo ascensore che disponeva il castello, ma, obbligato da doveri contrattuali scalava le mura arrampicandosi sull’edera e su quanto trovava come possibile appiglio, per risvegliare la principessa con un suo bacio e rompere così il malefico incantesimo che una delle innumerevoli streghe che ancora esercitavano nel regno aveva fatto alla bella di turno. Il principe evitava peraltro di tralasciare qualche passeggiata per boschi, anche se ormai raramente si imbatteva in belle addormentate nel bosco, segno dei tempi che cambiano, perché sempre più spesso le principesse preferivano gli agi e il riscaldamento di un bel castello al dormire in un umido e freddo bosco…e poi con la gentaccia che girava all’epoca…come biasimarle.
Quasi sempre il risveglio non presentava problemi di sorta, purtroppo però, ancora non si sa se per un errore nella procedura di risveglio, se per un’epidemia di narcolessia o per un incantesimo particolarmente evoluto, in alcuni casi succedeva che DOPO che il principe aveva svegliato la principessa di turno, spiegata la situazione e accomiatatosi, questa ricadeva in un profondo sonno, sottoponendo il poveretto ad un supplemento di lavoro che lo spossava non poco.
(continua….)
(*)spero che il caro Carlo Lorenzini mi perdonerà se ho impunemente copiato l’inizio di un suo romanzo)
Pubblicato da tylerdurden78